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i quattro biotipi

Biotipo IV – Vasopressinico

CARATTERISTICHE FISICHE

Il nostro ginoide o vasopressinco lo chiameremo cosi poiché l‘ormone dominante qui è la vasopressina. L’ormone che trattiene i liquidi. Abbiamo a che fare con l’acqua, la sinuosità, l’eleganza le emozioni, le fluttuazioni. Ed è proprio l’acqua il problema principale. Eccessiva salivazione, eccessiva lacrimazione è tutto un eccesso di acqua. E da qui anche i problemi che riguardano la permeabilità capillare. Accumulano nella parte bassa del corpo e soffrono di cellulite molla, quella che si prende bene fra le dita e presentano capillari in evidenza, varici e teleangectasie. Anche se normopeso presenta sempre un aspetto della pelle delle gambe poco uniforme. È gracile e curvilineo, morbido, muscoltura inesistente con spalle strette e spioventi. Arti corti, collo ampio e la pelle è fredda e umida spesso pastosa e pallida priva di rughe. Le labbra sono solitamente carnose e i capelli lucidi e fluenti. Soffre molto il freddo e tende ad essere sempre assonnato. Ha pochissima forza e resistenza. La lamentela tipica è il sentirsi gonfie. La sera non veste più i jeans che la mattina erano entrati con tanta facilità. Accennavo prima alle fluttuazioni perché anche il peso dondola come le onde. Da un giorno all’altro può trovarsi anche più chili in più o in meno sulla bilancia.

CARATTERISTICHE PSICOLOGICHE

Sono persone sensibili e estremamente abitudinarie. Non sopportano le novità e il cambiamento. Ma non è così semplice stressarli anzi. Sono persone apparentemente molto sensuali e hanno atteggiamenti sinuosi. Il sentimento per loro è tutto. La famiglia, l’amore le sensazioni. Una vasopressinica dirà spesso “me lo sento”, è cosi ma non so spiegarlo. Sono persone poco razionali che basano la loro vita sui sensi e sull’intuito. Le relazioni umane stanno alla base delle sue giornate. Gli amici sono fondamentali e soffre estremamente la solitudine. Pur di rispondere al telefono a un amico molla tutto quello che stava facendo. Ma esattamene come l’acqua rischia di straripare e inondare (badate a come le caratteristiche caratteriali rispecchino anche la permeabilità capillare che le rovina la figura). Diventa ossessivo, paranoico e “appiccicoso”. Sembra la caratteristica estremizzata di tutte noi donne ma questo perché tutte noi abbiamo una base estrogenica, ma c’è chi di più e chi di meno. Il vasopressinico ama l’arte e la bellezza. È un esteta di natura. Sono molto lenti. Non devono mai avere fretta. E come accennavo odiano il movimento e lo sport. Ed è proprio da questa loro caratteristica caratteriale che arrivano tutti i problemi. La loro assenza di massa magra peggiora drasticamente una tiroide già lenta e la ritenzione dei liquidi.

ALIMENTAZIONE

L’errore principale che fa il tipo vasopressinico proprio perché è pigro è eliminare i carboidrati e fare i corsi di cardiofitness in palestra. Così approfitta ancora di più per chiacchierare con le amiche. Errore madornale. Nel primo caso si avrà una tiroide ancora più rallentata e nel secondo ancora più perdita di massa magra. L’alimentazione deve essere leggera e bilanciata. Non dovrebbe eccedere nè da una parte nè dall’altra e valuterei il discorso di un 40 30 30. I carboidrati sono importanti per il metabolismo, i grassi fondamentali per regolare gli ormoni e le proteine per la sintesi proteica. Sopporta molto meglio i carboidrati al mattino che è anche cronobiologicamente il momento della tiroide. È goloso di dolci. Mangerebbe solo quelli e saranno proprio questi da dover limitare. La sera soprattutto dovrà mangiare proteine per favorire il gh notturno. Non va per nulla d’accordo con le ricariche glucidiche. Gli estrogeni limitano l’entrata dei glucidi nel muscolo oltretutto di muscolo ce nè davvero poco. Meglio più pasti con carichi glicemici bassi e costanti. Lasciate perdere scariche e ricariche che prima di parlare di certe pratiche bisogna effettuare sul corpo una ricomposizione corporea non da poco. Bisogna fare anche attenzione a non eccedere con le proteine poiché ritenendo acqua, questo biotipo trattiene anche le tossine. Ecco perché la parola d’ordine è solo una DRENARE. Per quanto riguarda gli alimenti non ha grossi problemi nè soffre eccessivamente di gastriti coliti o problemi digestivi.

INTEGRAZIONE

L’integrazione quindi fa leva sul drenare i liquidi, detossinare dalle scorie metaboliche e disinfiammare i tessuti e migliorare la circolazione sanguigna. Nel caso del ginoide venoso l’aiuto arriva dalla diosmina e dal, centella escina rusco, pilosella tarassaco meliloto e sali citrati in primis. Nel caso del ginoide arterioso invece più importanti sono gli antiossidanti e gli antinfiammatori. In entrambi i casi ottimo per irrorare meglio i tessuti è il ginko biloba. E assolutamente degli inibitori della produzione di estrogeni come l’agnocasto zinco e quercitina. Interessanti anche ALA e Glutatione ridotto come epatoprotettori. Tutti gli stimolatori del collagene per migliorare l’elasticità dei tessuti e omega 3 per disinfiammare le zone d’ombra. Di solito queste persone hanno anche problemi mestruali. Potrebbero trovare giovamento anche dal ginseng per “darsi una svegliata”. Trovare un po’ di grinta che spesso sia metaforicamente che fisicamente è quello che manca alla base di questo biotipo.

Allenamento

L’allenamento del biotipo vasopressinico o ginoide è il più delicato. Ed è quello che la maggior parte dei personal trainer non vuole capire. Quando una donna si presenta con certe caratteristiche bisogna trattare i suoi problemi linfatici con i guanti. Seguendo anche solo la logica che queste persone odiano spingere voi le mettereste subito a fare pesoni? La natura non sbaglia mai. Con loro bisogna avere pazienza e ci vogliono anni per creare gli adattamenti giusti. La loro circolazione lavora male. E se la circolazione lavora male, tutto il sistema viene compromesso. Pensate solo al fatto che è proprio il sangue a portare ossigeno e nutrimento ai tessuti. L’allenamento oltretutto va diversificato in caso di ginoide arterioso e venoso. La pompa venosa alla base ha difficolta a spingere il sangue in su quindi via libra a compressioni e tecniche “antigravità”. Il sangue deve circolare al massimo. Il ginoide arterioso trae beneficio da volume e alte ripetizioni anche suddividendo allenamenti in split e non totalbody. Quello che una volta si chiamava capillarizzazione. L’ossigenazione dei tessuti puo e deve concentrarsi proprio li dove manca. Davanti a un venoso con problemi di permeabilità capillare, no bisogna andarci piano e provare con i circuiti pha piuttosto. Una sana via di mezzo. Alternando parte alta e parte bassa. In entrambi i casi più si svolgono esercizi in quadrupedia e meglio è. Sarebbe anche opportuno non mettere in difficolta il ritorno venoso con esercizi che stringono nei punti chiave dell’apparato circolatorio. Squat,
piegamenti, stacchi, leg press lasciamoli alle persone che gestiscono meglio i carichi o inseriamoli con criterio. I sumo squat in superserie con 60 affondi potrebbero anziché migliorare aggravare drasticamente l’aspetto delle gambe. Piuttosto è l’upper che deve beneficiare di pesi consistenti. È sull’upper che bisogna puntare a incrementare l’aumento della massa magra sia per una questione metabolica sia per dare armonia alla figura. Bisogna aumentare schiena e arti superiori prima di accanirsi e voler migliorare le gambe poiché queste hanno bisogno di TEMPO(si parla anche di anni) e adattamenti. L’hip thrust sarà il vostro esercizio principe per le vostre culotte de cheval e glutei a cuore. Senza esagerare con il carico e face do attenzione alla pressione del bilanciere in una delle zone più irrorate di sangue per noi donne, il lacuna vasorum. Tutte le forme di bridge e lavori in isolamento per i glutei. Bisogna coinvolgere solo i glutei nei vostri allenamenti. Aperture e slanci sempre possibilmente in quadrupedia. Poi con il tempo mano a mano che il corpo cambierà e che l’attività vi regalerà un po’ di muscolo, nuovi vasi sanguigni (capillarizzazione) avrete anche una circolazione migliorata, così come l’acqua troverà finalmente lo spazio per lei inframuscolare potrete essere meno severi con i pesi per le gambe.

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